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domenica 30 dicembre 2007

Liz Greene: Astrologia e Amore (4)

4 : commenti
Si conclude con questo quarto capitolo lo spazio che ho voluto dedicare nel blog all'astrologia (quella seria) negli ultimi scampoli di 2007, cioè la parte prima di Astrologia e Amore di Liz Green (Edizioni Astrolabio), un testo che introduce i fondamenti dell'astrologia in modo sintetico ma sufficientemente profondo. Potete andare ai capitoli precedenti cliccando sui seguenti link: Capitolo 1. Capitolo 2. Capitolo 3.
4

Segni solari, ascendenti e altre cose...
Dicendo: "Di che segno sei?" ci si riferisce al segno sotto cui siamo nati. Che vuol dire, essenzialmente, il segno zodiacale che il sole stava attraversando al momento della nascita. Il sole impiega circa un mese per percorrere un segno. Ovviamente sappiamo tutti che in realtà la terra gira intorno al sole, e non il sole intorno alla terra, producendo così il fenomeno del sorgere e tramontare del sole nel cielo. I greci, osservando la gloria del sole che si muove in eterno attraverso il cielo, lo chiamarono Febo e lo immaginarono come un dio che attraversa la volta del cielo sul suo carro d'oro, trainato da cavalli bianchi. Nella nostra era scientifica, spieghiamo in termini astronomici ciò che una volta era un mistero. L'astrologia non è così ingenua da non riconoscere il vero fenomeno astronomico dietro il cammino del sole ma, dal punto di vista simbolico, è il sole che attraversa il cielo, seguendo il cerchio dello zodiaco. Così, se siete nati il primo di giugno siete un Gemelli, perché quel giorno il sole transitava nel segmento dello zodiaco chiamato Gemelli. Se siete nati il 14 novembre siete uno Scorpione. E se siete nati in quei giorni problematici che cadono fra due segni, come il 23 dicembre o il 21 maggio, allora siete chiamati 'cuspidali' perché siete nati sulla cuspide di due segni e si dice che fate parte un po' di tutti e due. Sarete comunque o l'uno o l'altro segno, ma a volte avrete bisogno di una carta astrologica precisa per determinarlo con esattezza. Generalmente possiamo usare il seguente calendario:
Dal 23 dicembre al 20 gennaio: Capricorno Dal 21 gennaio al 20 febbraio: Acquario Dal 21 febbraio al 21 marzo: Pesci Dal 22 marzo al 21 aprile: Ariete Dal 22 aprile al 22 maggio: Toro Dal 23 maggio al 22 giugno: Gemelli Dal 23 giugno al 23 luglio: Cancro Dal 24 luglio al 23 agosto: Leone Dal 24 agosto al 23 settembre: Vergine Dal 24 settembre al 22 ottobre: Bilancia Dal 23 ottobre al 22 novembre: Scorpione Dal 23 novembre al 22 dicembre: Sagittario
Abbiamo già detto che il segno solare, così come ogni altro fattore astrologico, rappresenta un potenziale, non un fatto. Per questo sorge una grande confusione quando leggete gli oroscopi sul giornale. Se siete nati sotto l'Ariete, non significa automaticamente che vi comporterete come il tradizionale Ariete: aggressivo, impulsivo, egocentrico, eroico e tutte le altre caratteristiche del buon Don Chisciotte. Significa che la vostra motivazione innata è rappresentata dall'Ariete. Ma vi potrebbe essere difficile manifestarla, vuoi perché il vostro ambiente e le persone che vi circondano non ve lo permettono, vuoi perché non vi piace considerarvi così, o perché non ne avete semplicemente mai avuto la possibilità. Ecco dove l'astrologia diventa complessa e importantissima. Se potesse dirvi solo quello che già conoscete, a cosa servirebbe? Ma poiché traccia i potenziali e illustra la direzione naturale verso cui desideriamo istintivamente andare, ci è di grande aiuto nello scoprire quel segreto sé frustrato che ha sempre voluto esprimersi. Alcune persone sono abbastanza fortunate, o abbastanza intraprendenti, o anche abbastanza sane (e non ve ne sono molte) da sapere chi sono e da non temere di mostrare il loro sé al mondo. Negli altri invece le cortine fumogene e una buona dose di insicurezza confondono il risultato. Alcuni arrivano persino a odiarsi perché sono stati educati a credere che dovrebbero essere diversi, vuoi dai genitori, dalla chiesa o dalla scuola, vuoi dalle pressioni collettive della società attraverso riviste, quotidiani, televisione, film o altri mezzi di comunicazione. Così, quando leggete la descrizione del vostro segno, o del segno di qualche amico, non dite subito: "Oh, non è certo così". Pensate per un momento. Alcuni modelli comportamentali possono non essere ovvi. Ma pensate bene, intensamente, a ciò che motiva davvero voi o il vostro amico. Quanto siete onesti con voi stessi? C'è di più. Un oroscopo preciso è una mappa dell'intero sistema solare. Esso prende in considerazione non solo il segno che il sole attraversava alla vostra nascita, ma anche il segno in cui si trovavano la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. Ora avete bisogno di un vero astrologo, oppure dovete essere capaci di disegnare correttamente la mappa da soli per individuare la posizione di questi corpi celesti al momento della vostra nascita. Hanno tutti un significato. Il sole è il più importante, perché descrive la vostra essenza basilare, la persona che cercate, consciamente o inconsciamente, di diventare. Tutti gli altri pianeti descrivono bisogni e tendenze differenti, ad esempio, come comunicate e vi mettete in relazione con gli altri, o quali sono le vostre paure segrete. Ma il più importante è il sole, perché simboleggia il bisogno di essere voi stessi. Prenderemo in considerazione anche un altro punto ugualmente importante perché, sebbene un libro come questo non possa esplorare tutte le procedure necessarie per tracciare e interpretare un oroscopo, vorremmo offrire più che una semplice lettura dei segni solari. In seguito potrete ricorrere a uno dei tanti manuali che insegnano a costruire un oroscopo, oppure potrete farvi disegnare la carta di nascita da un esperto. Prima però vorremmo farvi conoscere l'ascendente, noto anche come segno nascente. L'ascendente è il segno che stava sorgendo nel cielo esattamente a est del vostro luogo di nascita, al momento della vostra nascita. Per costruire un oroscopo in modo corretto, avete bisogno dell'ora di nascita, così come del giorno e dell'anno. Dovete sapere anche dove siete nati, perché per un calcolo corretto sono necessarie la longitudine e la latitudine del luogo di nascita. L'intera ruota dello zodiaco fa un giro di rivoluzione in 24 ore. Se la bloccate in un qualsiasi momento, per esempio, alla vostra nascita, vedrete che uno dei dodici segni sorge a est, un altro tramonta a ovest, uno culmina allo zenit e un altro sta ai vostri piedi al nadir. Il segno più importante è quello che nasce a est, perché è tradizionalmente il punto dell'alba, l'emergere della luce, l'aurora del nuovo giorno, l'incontro del sole e della terra dopo la lunga notte. Eccone una illustrazione nel diagramma sottostante. Come abbiamo detto, l'ascendente è un punto molto importante nell'oroscopo. Mostra come vi esprimete nel mondo, è voi stessi che vi mostrate al mondo esterno. Per molti versi l'ascendente è più evidente agli altri del sole. Dovete conoscere, qualcuno per un certo tempo per vedere veramente come opera il suo segno solare. Ma se conoscete qualcuno a un ricevimento o ve lo presentano appena, vedrete subito il suo segno all'ascendente. È come la porta di casa. Qualunque cosa stia accadendo dentro, prima di tutto vedete la porta, Alcune porte sono aperte, accoglienti, invitanti, dipinte di colori allegri. Altre sono silenziose, chiuse, con un piccolo spioncino che permette a chi vive nella casa di controllarvi prima di lasciarvi entrare. Alcune porte sono larghe e grandiose, come l'ingresso dei palazzi, altre sono piccole e modeste. La porta non indica veramente com'è l'interno della casa. Vi sono case in cui non notereste mai quella misera porticina, ma il cui interno è bellissimo. Altre sono molto decorate all'esterno, ma piccole e riservate all'interno. Non giudicate mai una casa dalla porta. La porta però riflette come la persona vuole che la vediate. Ecco, dunque, il segno all'ascendente. Per trovare con precisione il segno ascendente e il suo grado, dovete fare un calcolo matematico che considera l'ora di Greenwich, la longitudine e la latitudine del luogo di nascita, l'ora di nascita e molte altre cose di cui senza dubbio per ora farete volentieri a meno. Per facilitarvi la vita abbiamo compilato una tavola semplificata degli ascendenti che, se usata correttamente, dovrebbe darvi un'idea approssimativa del vostro segno ascendente e del suo grado. (1) (...) Per esempio, mettiamo che siete nati il 4 settembre a mezzogiorno. Sappiamo che il vostro segno è la Vergine. (...) Quindi, per le 12 del 4 settembre l'ascendente è Scorpione, e se qualcuno ve lo chiedesse, siete Vergine con Scorpione nascente. Cosa significa? Significa che la vostra essenza sarà Vergine, e potete controllare come vi sembra la descrizione della Vergine data nel capitolo 11. Ma con gli altri vi esprimete come Scorpione. A volte la gente potrà vedere soltanto il vostro lato Scorpione, ma perderà le qualità più razionali, più fredde del vostro segno solare. Riflettendoci, forse noterete anche che in qualche modo questi due segni vanno d'accordo. Sono entrambi segni quieti, introversi. Nessuno dei due mostra apertamente il proprio cuore. Ma lo Scorpione è un segno estremamente emotivo, mentre la Vergine è molto più controllata e razionale. Ecco il conflitto: le reazioni talvolta ipersensibili dello Scorpione potrebbero manifestarsi prima che la Vergine abbia avuto la possibilità di valutare la situazione. Allora avremo l'individuo che dice sempre: "Mi dispiace, ho reagito troppo in fretta", o: "Vorrei non essere così sensibile ed emotivo". La Vergine sta giudicando lo Scorpione. Tutti noi ci giudichiamo proprio allo stesso modo. Oppure mettiamo che siete nati il 12 dicembre alle 9 di mattina. Vedrete che l'ascendente dato per le 9 di quel giorno è 13 gradi di Capricorno. Così questo Sagittario mutevole, impetuoso, instabile e avventuroso ha una porta piuttosto stretta e modesta per la sua nobile casa. L'interno è ampio e confortevole, ma l'espressione esterna di una persona con Capricorno nascente è molto più contenuta. Il lato positivo è che tutta questa impetuosa esuberanza è controllata e disciplinata, temperata da un senso di responsabilità. Ma talvolta può esservi una sensazione di costrizione, come se non vi riuscisse mai di esprimervi liberamente. In ogni caso, avete capito il concetto: dovreste leggere entrambi i capitoli per vedere i punti di contatto e di disaccordo. Nelle relazioni, le persone sono spesso attirate da partner che hanno all' ascendente il loro segno solare. Secondo l'astrologia tradizionale, ciò indica un forte legame fra due persone. Alcuni non amano il loro segno ascendente e sono irritati dagli individui nati sotto il loro stesso segno solare. Non si piacciono, e sono seccati quando gli altri glielo ricordano. Provate ad appurare quanti intrecci sole-ascendente vi sono fra i vostri amici: è interessante! Nessuno è una cosa sola. Abbiamo tutti molte sfaccettature, molte maschere, molte voci, molti bisogni. Alcuni di questi lati concordano e si esaltano a vicenda, altri sono in violento conflitto. Cercate di conoscere voi stessi. Ciò vuol dire non solo conoscere ciò che vi piace di voi stessi, o gli atteggiamenti ovvi e le opinioni che sostenete. Vuol dire anche conoscere il lato oscuro di voi stessi, il lato socialmente inadeguato che nascondete alla gente, il lato 'debole' di cui vi vergognate, i desideri e le aspirazioni segrete che sono parte di voi, e che sono altrettanto necessari dei lati più 'accettabili'. Controllate dunque con cura il vostro ascendente. Questo matrimonio fra sole e ascendente è come un qualsiasi matrimonio fra due persone. Per qualche aspetto esse si incontrano, per altri si scontrano. Ma si sono impegnate a trovare un'armonia, talvolta con sacrifici da parte di entrambe. Lo stesso vale per le diverse parti di noi stessi. (1) L'autrice fa riferimento a delle tavole semplificate in appendice al suo libro, ma esistono ormai molto risorse sul web per calcolare l'ascendente: lascio qui un link a una pagina che permette di ricavare, per un dato momento e luogo di di nascita, i gradi non solo dell'ascendente ma dell'intero tema natale, ovvero di Sole, Luna, Mercurio, Marte, Venere, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone nonché dei nodi lunari (i punti dove l'orbita lunare interseca l'eclittica).

Alfabeto imperfetto

2 : commenti
Breve composizione, quasi una filastrocca, estemporanea, alfabetica e apotropaica, in vista della fine dell'anno... suscitatami dallo strano sogno da cui mi sono svegliato stamane.
ALFABETO IMPERFETTO Se tu esistessi. Come la piccola Beatrice che ispirò il Poeta. Se tu ci fossi 'davvero'. Ti donerei la D del mio nome, un destino delicato, denti dritti d'addentarci dolcezza e desideri. Da domani ti dedicherei il 2008. Dimenticherei di darti durezza, e dolori e drammi e delusioni. Ti lascerei anche la lettera L della Luce e della Luna. Le lotte che liberano. E le lontananze che lasciano languidi. E ti nutrirei con la N delle nuvole e dei nidi, delle novità e delle nascite. Poi ti prenderei la P per la pace e per il perdono. E pure per un pochino più di pazienza. Per la passione e perfino per un pizzico di perversione. Ti porterei via la P del pudore, delle paure, dei pensieri, delle parole, dei puntini... Cercheremmo insieme la F del fuoco e delle fiamme, dei fremiti e delle fantasie. La G del mese di Giugno e delle gentilezze e della giovinezza e del giudizio. La M della musica, dei miti, della meraviglia, del mistero, delle malizie. Quasi quasi la Q delle qualità... di quelle non ce n'è mai in quantità. La U dell'universo, dell'unione e della umida ed utile uva, la V di vino, vento, viaggi, voglie e volontà. E se tutto ciò non bastasse. La H dello humor. E la J di joy. La K di O.K. La X e la Y di sexy. La W per il 'viva' e la vittoria. La Z di uno zaino zeppo di zucchero e zenzero... 3, 2, 1, zero.

Liz Greene: Astrologia e Amore (3)

0 : commenti
Ecco qui il terzo e penultimo capitolo della parte prima di Astrologia e Amore di Liz Green (Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore); quello più più lungo, tant'è che esorbita un po' dalle corrette dimensioni di un post!
3 A proposito di specchi
Chiunque abbia assistito in tribunale a un processo molto dibattuto, in cui più testimoni forniscono le proprie impressioni su un particolare avvenimento, saprà che se chiedete a dodici testimoni di descrivere un incidente stradale essi vi descriveranno dodici diversi incidenti. Non è che qualcuno mente o che esagera deliberatamente. È solo che ogni punto di vista, così come ogni impressione, è soggettivo. La cosiddetta 'oggettività' delle persone razionali che si vantano della propria fedeltà ai fatti è ugualmente soggettiva, perché la loro visione non percepisce i fattori non razionali che, se riconosciuti, li spaventerebbero e confonderebbero. In breve, vediamo la vita e gli altri attraverso i nostri occhi, e i nostri occhi sono colorati del particolare punto di vista della nostra personalità. Ciò suona molto semplice. Tuttavia sareste sorpresi nel vedere quanta ostilità susciterete affermando questa realtà basilare e fondamentale. Cosa? Nessuna oggettività? Be', sì, lo posso capire in mia moglie o in mia suocera, nei neri o negli ebrei, negli arabi o negli irlandesi, nei comunisti o nei capitalisti ... ma io? Diamine, il mio punto di vista è oggettivo. lo so che lo è. So che è giusto perché è mio. Va molto bene mettere in ridicolo le visioni distorte della vita, della realtà e delle relazioni che sostengono gli altri, ma non è affatto divertente quando si tratta di mettere in gioco il terreno su cui noi stessi poggiamo. Vedo quella persona in modo veramente corretto? Mio marito mi nega il suo affetto proprio per le ragioni che io gli attribuisco? li mio partner desidera veramente incatenarmi a sé e possedermi? li mondo sta veramente fraintendendo il mio genio? Torniamo all'astrologia. Tutto l'oroscopo è una mappa dell'individuo; ciò significa che descrive il suo temperamento, la sua struttura psicologica, il suo paesaggio interiore. L'uomo fa esperienza della vita attraverso la sua natura intima, così che la vita che conosce (o ciò che conosce come vita) è influenzata dal suo carattere, dai suoi bisogni, dalle sue pulsioni ed esperienze. Ma, potreste controbattere, il punto di vista è modellato dalle esperienze, non il contrario. Dire che è proprio il contrario è molto scomodo perché implica che siamo responsabili di com'è la nostra vita. Be', sì, in qualche misura. O almeno responsabili di capire perché ciò che accade, accade a noi e non a un altro. Infatti, se assumiamo il punto di vista dell'astrologia, l'oroscopo di nascita postula un temperamento intrinseco, una natura soggettiva a priori. Veniamo al mondo in quel certo modo. Nessuno ci ha fatti in quel modo. E noi creiamo le nostre realtà, o interpretiamo la realtà, secondo quel punto di vista aprioristico. Un esempio. Avevo una volta un cliente del Capricorno che mostrava tutte le caratteristiche tipiche di questo segno complesso e difficile da capire. Questo perché il mio cliente non era solo un Capricorno; aveva anche l'ascendente in Capricorno, cosa che rendeva la natura del segno particolarmente forte. Per la prima mezz'ora della seduta si lamentò amaramente di come la vita era stata dura con lui. Ciò fu in risposta al mio commento che il Capricorno ha la tendenza a essere molto cauto e sospettoso nelle relazioni umane. "Ma", disse, "ho le mie buone ragioni per non fidarmi di nessuno. La gente ti delude sempre. Tutti si approfittano, cercano sempre di ottenere qualcosa. Se colpisco per primo, se mi metto in condizione di vantaggio prima che l'altro bastardo possa usarmi, non faccio che agire con furbizia". "Ha mai provato un altro approccio?", chiesi educatamente. "Come aspettare che si mostri il lato migliore di una persona? Fidarsi? La fiducia produce effetti notevoli, sa. Basta accettare veramente una persona per portare misteriosamente alla luce i suoi aspetti più affidabili". "Ridicolo", replicò il mio Capricorno scettico e pragmatico. "lo ho visto mio padre maltrattare mia madre e approfittarsi di lei. Sono tutti uguali". Potete immaginare cosa accadeva. Il mio cliente, dato questo atteggiamento per niente amichevole verso le persone, aveva la tendenza a irritarle. A nessuno piace essere considerato uno sporco bastardo prima di avere la possibilità di aprire bocca. Irritava le persone in modo tale che queste decidevano di ripagarlo della stessa moneta. Dal momento che pensava soltanto a usare la gente, la gente pensava che lui fosse buono soltanto per essere usato, e lo usava davvero. Era lui ad attirarsi queste esperienze, e poi incolpava gli altri e la vita per lo sfruttamento cui aveva assistito da bambino e che, come molti di noi, considerava la vera natura della vita. Un esempio tragico ma comune di come i nostri atteggiamenti particolari inducano gli altri a trattarci nella maniera in cui noi vediamo le cose. La gente si meraviglia che i nati in Sagittario siano così proverbialmente fortunati. È il medesimo fenomeno. Il Sagittario è un segno di fuoco, e i segni di fuoco hanno una sorta di fiducia innata nella vita. Sono come bambini troppo cresciuti in un campo di giochi, e se qualcosa va storto, beh, si raddrizzerà da sé. Qualcosa succederà che mi farà uscire da questo pasticcio. La vita non può certo deludermi. Ci deve essere una lezione in questo, un significato. E il risultato? Qualcosa inevitabilmente accade davvero che fa uscire dai pasticci il Sagittario. Non è che abbia ricevuto il dono della fortuna dagli dèi. È che ha ricevuto in sorte un qualcosa, una dote innata: crede nella vita e la vita lo sostiene. Dal momento che pensa di essere in una grande pasticceria, troverà sempre qualcuno che gli offrirà una pasta. E gratis. E quando cade, non attribuisce la caduta alla natura astiosa degli altri, ma l'attribuisce alla cattiva sorte che presto correggerà il tiro. Questi due esempi illustrano un punto importantissimo. Unico scopo dell'astrologia è imparare qualcosa su noi stessi. Infatti se non abbiamo una traccia su ciò che accade dentro di noi, seguiteremo a portare con noi quei pezzetti calamita che ci fanno attrarre le persone e le situazioni che risuonano alla nostra natura intima. Se lo conosciamo, possiamo dire la nostra. Se non lo conosciamo, siamo guidati: ma non dalle nostre stelle. Da noi stessi, amici. Ricordate Shakespeare? "La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi". Ora prendiamo un oroscopo, oppure qualsiasi segno zodiacale. In ogni segno vi sono aspetti facilmente osservabili. Sono in mostra nella vetrina, per così dire. Possiamo leggere queste qualità su ogni giornale. Chiunque abbia familiarità con l'astrologia popolare riconoscerà, per esempio, il tipico Leone che è caldo, fiducioso, magnanimo, che ama intrattenere ed essere al centro dell'attenzione. O la Vergine che è linda, ordinata, precisa, organizzata, efficiente, mai impreparata. O il tipico Cancro, così sensibile, fantasioso, instabile, caleidoscopico, in preda ai suoi stati d'animo e mutevole come la Luna, in cerca di sicurezza e di un nido in cui rifugiarsi. Oppure l'aggressivo, esuberante Ariete che è sempre pronto a rischiare e a combattere. Ma per ogni segno c'è anche una parte segreta. Qualsiasi cosa getti una luce, getta anche un'ombra. E queste ombre segrete di ogni segno dello zodiaco sono menzionate raramente perché sono imbarazzanti. Però, se seguitate a ignorarne l'esistenza, come la risacca dopo l'alta marea, potranno trascinarvi in mare. All'improvviso siete colti da stati d'animo, situazioni o relazioni che non sono come vi aspettavate, perché sono prodotti dal vostro comportamento inconscio per mezzo di un'intera gamma di reazioni al di là del vostro controllo. È utile conoscere qualcosa dell'ombra che striscia dietro di voi, specialmente se pensate di avere molta luce. Percorriamo rapidamente lo zodiaco e parliamo di questi lati d'ombra di ciascun segno. Essi saranno elaborati più a fondo quando arriveremo ai segni stessi e ai loro elementi, ma qui poniamo le prime basi. Ricordate il deciso, aggressivo, coraggioso Ariete? Chi immaginerebbe che dietro quella superficie smagliante, audace e temeraria si nascondono una vena di grande indecisione e un'enorme sensibilità nei confronti dell'opinione altrui? Piacerò agli altri? Cosa penseranno di me? Non è certo l'immagine che l'Ariete vorrebbe proiettare, eppure essa lo segue come un'ombra. Talvolta lo vedrete compensare questo lato, perché questa sua indecisione e dipendenza dall'approvazione altrui lo infastidisce e lo mette molto a disagio. Così l'Ariete capo può nascondere un servitore, perché non riesce a farcela da solo quando scocca davvero l'ora e comincia la battaglia. E il solido calmo, affidabile Toro? Sì, è quello sempre ragionevole, che non si arrabbia facilmente, paziente. La bestia da soma che vi toglie volentieri i pesi dalla schiena senza lamentarsi mai. Gentile, pacifico, mite. Chi indovinerebbe che in lui c'è un lato passionale, irragionevole, esigente, possessivo che gli provoca segretamente quei disagi tanto, odiati, spingendolo a quei cambiamenti e a quelle crisi caotiche che farebbe di tutto per evitare? Il Toro ama la stabilità e detesta il cambiamento. Ma il suo segreto lato teatrale distruttivo tenta sempre di portare la rappresentazione a un culmine violento. È così spiacevole per lui sentire quelle correnti interne in ebollizione che spesso, pur di evitarle, esagererà con la pazienza bloccando ogni cambiamento. Indovinate chi detesta di più? Giusto, le persone che smuovono emozioni e complicazioni. Ma quelle persone che non gli piacciono sono segretamente dentro di lui. Diamo un'occhiata al Gemelli. Uomo razionale, intelligente, arguto, intellettuale, disinvolto, cerebrale. Non lo coglierete a 'credere' ingenuamente in qualsiasi cosa; gli piacciono concetti chiari e cristallini, strutture logiche. Può essere astratto, ma è razionale. Oratore brillante, critico esperto, cronista dotato che aderisce scrupolosamente alla logica della situazione. Ma dietro questo vivace intelletto c'è un mistico ingenuo e semplice dalla mente piuttosto confusa, pronto a credere a tutto, a distorcere la verità per dimostrare l'intuizione, a esagerare i fatti per illustrare vividamente le varie connessioni. Provate ad ascoltare un Gemelli che racconta una storia. All'inizio riferisce rigorosamente i fatti. Poi inizia ad aggiungere qualcosa, a riempire un po' qua e un po' là. Ben presto scoprirete che desidera credere in qualcosa. Allora vengono fuori le storie di fantasmi, le esperienze psichiche, le coincidenze misteriose e significative. Il cronista è diventato un romanziere. Questo lato del suo carattere può mettere un Gemelli così a disagio che egli diventa sarcasticamente critico di tutto ciò che non è intellettuale, mantenendo la conversazione a livello di chiacchiere banali. Il Cancro. Caldo, sensibile, instabile. Abbiamo menzionato prima il Cancro, fantasioso, mutevole come l'acqua (l'elemento a cui appartiene il segno), tenero, colmo di attenzioni per gli altri. E l'ombra? Sì, certo, è un calcolatore. Sono quei sensibili e fragili Cancro che riescono a estorcere somme enormi per gli alimenti, che nascondono centinaia di chili di provviste, manipolano il denaro e le situazioni reali a loro piacimento e possono, se necessario, usare tutti o tutto a loro vantaggio come autoprotezione. Questo lato del Cancro risulta così spiacevole al gentile e premuroso nativo del segno che questo spesso indietreggerà violentemente di fronte a persone ciniche e dure. Il Cancro di solito non ama un individuo insensibile e calcolatore, ma questa ombra segreta è dentro di lui. Ah, il Leone. Il re degli animali e dello zodiaco. Individualista, pieno di fiducia in sé e consapevole. L'attore, l'eroe, il cavaliere sul cavallo bianco, il principe pronto a salvare ogni damigella in pericolo e a difendere il debole e il povero. Egli crede in se stesso e nell'unicità del proprio destino, e porta il segno di un'aristocrazia naturale. Naturalmente è egocentrico. L'universo non gli ruota forse intorno? Gli altri non lo prendono a esempio? Il suo lato conscio probabilmente si percepisce così, ma la zona scura, l'ombra segreta no. Guardate il Leone da vicino e vedrete che non può fare la minima mossa senza l'approvazione e l'amore degli altri. Fiducia in se stesso? Scarsa. Egli è soltanto una rotella dell'ingranaggio, una faccia senza volto nella folla, una goccia nell'oceano. E continua a compensare furiosamente questi suoi aspetti sforzandosi di essere la persona più unica del mondo, di parare a tutti i costi quel senso fastidioso e sgradevole della propria 'ordinarietà'. Crede nel proprio mito eroico, ma la voce segreta dice: nessuna esenzione per nessuno. Una sorta di comunismo psichico. Passiamo al segno della Vergine, preciso, ordinato, lindo, nel pensiero se non nelle questioni pratiche. Ci sono generalmente due tipi di Vergine. Ci sono quelli che vuotano sempre i portacenere, dove tutto è pulito e accuratamente pianificato (questo accade più spesso quando la Vergine è all'ascendente). E ci sono i disordinati congeniti che hanno, nondimeno, una mente simile a uno schedario. Gli oggetti possono essere sparpagliati qua e là, ma i ricordi, i fatti e i libri appena letti, no. Ammirevole Vergine che, come un boy scout, non è mai colta impreparata. E il lato d'ombra della Vergine? L'avete indovinato: indeterminatezza e caos. Seri e meticolosi in superficie, i nati in Vergine si perdono segretamente dietro a ogni sogno a occhi aperti, Incredibilmente sensibili, essi difendono il lato d'ombra segreto cercando di organizzare la vita in modo tale che essa non può sfuggire dove non possono vederla. Pigri e indolenti, trasportati dalla corrente, sognano a occhi aperti. Questo lato è così sgradevole che molti Vergine diventano ossessivi nell'avere le camicie azzurre sul lato sinistro del cassetto e quelle gialle sul destro, perché se una camicia azzurra sta sopra quella gialla potrebbero subentrare le forze del caos. Ormai potete capire a cosa siamo arrivati. Sì, ogni segno è segretamente il suo opposto. Riconoscerete le caratteristiche della Bilancia nell'Ariete, la problematicità dello Scorpione nel Toro, la credulità del Sagittario nei Gemelli, la capacità di manipolazione del Capricorno nel Cancro, la mentalità di massa dell'Acquario nel Leone, la disgregazione dei Pesci nella Vergine. Ma proseguiamo ancora con gli altri sei segni per finire di dimostrare questo punto. Il nato in Bilancia può essere afflitto da un'aggressività inconscia, da egocentrismo e durezza proprio quando cerca di essere gentile. Lo Scorpione può essere perseguitato dal materialismo taurino e dall'attaccamento a ciò che ha creato proprio quando cerca di approfondire il significato di una nuova esperienza. Il Sagittario può essere tormentato da un odioso scetticismo proprio quando tenta di fare esperienza del divino e dello spirituale. Il Capricorno può essere infastidito da un'eccessiva sensibilità e volubilità quando deve essere più razionale e realistico. L'Aquario può essere colto dalla propria segreta autoglorificazione nel bel mezzo di un discorso sui diritti dell'uomo, il Pesci infine può scoprirsi gretto e superficiale quando cerca di essere aperto, compassione, comprensivo. Ogni persona ha un lato chiaro e uno scuro. E se usiamo l'astrologia per capire i sogni e i bisogni più profondi di una persona nonché il suo modo di esprimersi, dobbiamo ugualmente usarla per scoprire le parti della sua personalità che sono un po' più infantili o aspre e che le causano a un certo momento dei problemi. Siamo arrivati così al concetto più importante di questo libro. Infatti, abbiamo la tendenza a vedere negli altri quel che non sappiamo riconoscere in noi stessi. Ciò può portarci ad amarli o odiarli, a perseguitarli e rovinar loro la vita, oppure a provare immensa compassione e a fare ogni sforzo per aiutarli e proteggerli. Ma alla fine, è molto soggettivo. Finché una relazione non è passata oltre quel meraviglioso stadio iniziale della luna di miele, non sappiamo se la persona che percepiamo è veramente così o se ci siamo innamorati della parte nascosta di noi stessi. Lo scrittore latino-americano Alejo Carpentier dice:
Le persone non amano mai altre persone. Amano se stesse attraverso gli altri.
Pur essendo un po' cinica, questa affermazione si applica a molte relazioni che iniziano calde e infuocate e si arenano quando l'altro misteriosamente 'cambia'. L'altro non è cambiato affatto. È semplicemente crollata la nostra immagine di lui ed è spuntata fuori la persona reale. La nostra reazione varia a seconda di quanto ci conosciamo. Molto spesso ci sentiamo delusi e traditi, perché l'amato ha commesso il peccato di non essere all'altezza dell'immagine ideale che avevamo, e che di fatto dovremmo manifestare noi stessi, dato che è parte della nostra psiche. In psicologia questo processo misterioso e terribilmente comune è noto come proiezione. Ricordate questa parola, perché non esiste essere umano che non proietti qualche parte oscura o inconscia di sé sugli altri. E finché lo facciamo, non abbiamo vere relazioni. Viviamo in una fantasia che inevitabilmente termina, come ogni film o ogni fiaba, quando appare la dura realtà dell'opposto sconosciuto. Torniamo di nuovo all'oroscopo. (...) L'ascendente è uno dei fattori più importanti nella carta di nascita. Sappiamo tutti in quale segno solare siamo nati. Questo segno è un simbolo della persona che ci sforziamo di diventare, il tipo di qualità che dobbiamo acquisire, lo speciale mito individuale che manifestiamo. L'ascendente, cioè il segno che sorge a oriente al momento della nascita, ha un significato diverso. È il modo in cui ci esprimiamo nella vita, in cui vediamo la vita e in cui gli altri a loro volta ci vedono. Per spiegare questi due punti, il sole e l'ascendente, possiamo ricorrere alla mitologia. Il sole è l'eroe solare del mito, l'individuo alla ricerca di diventare se stesso. L'ascendente è il viaggio personale che ciascuno deve fare, il cammino particolare o il compito che alla fine lo porterà all'autorealizzazione e al significato. Credete che il termine 'significato' sia astruso? Ripensateci. In uno studio sui prigionieri ebrei rinchiusi nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale, lo psichiatra Victor Frankl ha fatto un' osservazione molto importante. Ha scoperto che, sebbene gli ebrei fossero tutti soggetti alle stesse crudeltà e privazioni, quelli che avevano una qualche convinzione innata sul significato della propria vita riuscirono a sopravvivere all'olocausto. Morirono invece quelli che credevano che la loro vita fosse priva di significato, che si sentivano relitti galleggianti sul mare della vita. Il significato ha molto a che fare non solo con la felicità personale, ma anche con la sopravvivenza. Dunque: l'ascendente è il punto dell'oroscopo che non solo descrive la maniera in cui una persona si esprime, ma anche come essa può scoprire un significato personale e soggettivo nella propria vita. Spesso l'ascendente rappresenta un aspetto problematico della vita. Può essere qualcosa che non riusciamo a capire in noi stessi, o a esprimere ma verso cui siamo sempre tesi. Facciamo un esempio. Entra nel mio studio un Acquario, un uomo di circa trentacinque anni. È un tipico Acquario (forse ha un paio di altri pianeti nel segno, mettiamo Mercurio e Venere, e forse la luna in Bilancia o in qualche altro segno d'aria che sottolinea il suo temperamento arioso). Acquario: razionale, logico, deciso a scoprire la verità, interessato alle persone, ma non molto espansivo con le persone individuali. Controllato a livello emotivo e talvolta dimentico delle correnti emotive nascoste in se stesso e negli altri. Chiaro, onesto, pieno di integrità. Ansioso di essere una persona 'buona' o 'altruista', idealista, ragionevole. Pensatore, scienziato, professore universitario, ingegnere, psicologo. Ma, come tutti noi, il nostro Acquario è due persone: luce e ombra. Mettiamo che abbia, insieme al sole in Acquario, l'ascendente in Scorpione. Come l'olio con l'acqua, Scorpione e Acquario non si mescolano proprio. Il mio cliente Acquario (che è una persona reale) non riusciva a capire perché, nonostante i suoi continui tentativi di vivere secondo modelli logici e razionali, si coinvolgeva sempre in relazioni alquanto esotiche con una potente carica emotiva, che solitamente finivano in crisi. Inoltre non riusciva a capire perché continuava ad attrarre un certo tipo di donna: intensa, volubile, possessiva, esigente, profondamente emotiva. In effetti, il tipo di donna che poteva essere rappresentata dal suo ascendente. Egli stava 'proiettando' questa parte della propria natura al di fuori di sé, e questa continuava a presentarglisi in tutte le sue storie d'amore. Non poteva accettarla e neppure farne a meno. Cosa doveva fare? Gli domandai se aveva mai provato emozioni intense, ossessive. "No, assolutamente no", rispose. "Sono sempre ragionevole". "Si è mai sentito geloso?", chiesi. "Mai" replicò, "Odio la possessività. Sono sempre le mie donne che cercano di possedermi". In seguito ebbi l'occasione di osservare quest'uomo così intelligente in azione. Ebbi anche l'opportunità di parlare dei suoi modelli relazionali con una sua amica. "Geloso? Mio Dio, certo", rispose la donna. "Oh, non apertamente. Non direbbe mai: 'Non puoi andare a pranzo con quell'uomo' o 'Perché hai parlato così a lungo con quel tale?'. Ma trasuda quel tipo di atmosfera, sa, quella che ti sembra di poter tagliare col coltello. Un'atmosfera veramente velenosa, come una nuvola nera. Mi punisce in questo modo quando flirto con qualcuno, e poi taglia i ponti per qualche giorno. Diventa gelido. Quando gli chiedo perché, nega di sapere di cosa sto parlando. Non credo che se ne renda conto, ma come fa a non accorgersene?". In effetti, come è possibile che non conosca i propri sentimenti? I nati in Acquario sono maestri nel rimanere completamente e allegramente all'oscuro del loro stato d'animo, dei loro sentimenti. Tutti ne sono consapevoli, ma non loro. Molto attivi sul piano intellettuale, rimangono genuinamente sorpresi e feriti se accusati di freddezza o di risentimento inconscio. Ora, l'ascendente Scorpione a un certo livello significa che il nostro amico ha molte qualità dello Scorpione. Semplicemente non è consapevole di alcune di esse, perché non combaciano con la sua immagine di se stesso. Inoltre è più facile biasimare qualcun altro che cercare di conciliare i valori di due segni così diametralmente opposti. Ma se consideriamo l'ascendente come il viaggio individuale, possiamo interpretarlo più o meno così: lo Scorpione è un segno d'acqua, e appartiene perciò al regno delle emozioni e delle relazioni umane. È un segno sessuale, nel senso che il suo significato riguarda il conflitto fra gli opposti (maschile e femminile) e la loro unione. È un segno primitivo, nel senso che i suoi valori non sono quelli dell'intellighenzia civilizzata del ventesimo secolo, ma quelli della vita basilare della natura: ciò che amo è mio. Ciò che non amo, scelgo di starne lontano. E se mi ferisci, allora ti ferirò a mia volta, così sai cosa si prova. Lo Scorpione è un segno di grande profondità, di grande intuizione. Il suo viaggio è attraverso l'oscuro pantano della sessualità e dell'emozione, attraverso la lotta di due persone che cercano di spezzare il velo delle illusioni e delle fantasie per accoppiarsi come individui e vivere la trasformazione che deriva dalla rinuncia al proprio potere sull'altro. Riguarda l'inconscio: ciò che è nascosto, il motivo segreto dietro la maschera del comportamento. Lo Scorpione ha a che fare con i segreti dell'anima. Il mio amico Acquario fu molto colpito quando gli feci notare che quel modello ripetitivo di relazioni difficili significava qualcosa. Non era un caso o una fatalità. Non era scalogna. Non era neppure nevrosi. L'ho visto moltissime volte in persone con Scorpione all'ascendente. Poteva tentare, rischiare di esplorare la propria vita emotiva per scoprirne il significato? L'ascendente ci conduce a ciò che abbiamo più bisogno di imparare, a quanto ci può aprire nuove visioni della vita. Ci vuole tempo e fatica, ma ciò significa usare l'astrologia secondo il suo vero scopo, come uno strumento e non come un gioco da salotto per predire la sorte. L'oroscopo ci descrive infatti ciò che è più significativo: il cammino in cui ci troviamo, la ragione per cui siamo qui, la ragione per cui incontriamo certe persone e ci coinvolgiamo in relazioni con esse. Dal punto di vista dell' astrologia non esistono casi. Come scrisse una volta Ralph Waldo Emerson:
Il segreto del mondo è il legame fra individuo ed evento. L'anima contiene l'evento che accadrà... l'evento è l'impronta della nostra forma... L'uomo vedrà il proprio carattere espresso negli eventi che sembrano accadere, ma che emanano da lui e lo accompagnano.
Ormai dovrebbe essere abbastanza chiaro dove vogliamo arrivare: la carta di nascita equivale al carattere, e il carattere equivale al destino. Le nostre relazioni sono il nostro destino perché ci rispecchiano il nostro stesso carattere. Ci innamoriamo di noi stessi attraverso gli altri, perché cerchiamo di sviluppare in una relazione ciò che è incompleto in noi. Ciò diviene più che mai evidente quando confrontiamo due oroscopi. Quel che è bloccato e difficile da vedere o da esprimere in una carta sarà rispecchiato nell'altra. Un'opportunità meravigliosa, come avrebbero detto gli antichi alchimisti, di sviluppare, di diventare se stessi attraverso l'esperienza dell'altro. Ma noi cosa facciamo? La sciupiamo. Ci dissociamo dall'evento - la lite, l'offesa, l'incomprensione, l'illusione svanita, l'idealizzazione - lo carichiamo sulle spalle dell'altro e poi lo accusiamo come se non avessimo niente a che fare con l'evento stesso. Il dialogo seguente può ricorrere alla fine di un matrimonio distrutto.
PARTE LESA A UN AMICO: È evidente che è stata tutta colpa sua. Ho fatto tutto ciò che potevo. lo ero quella che dava tutto il tempo. Non ho mai ricevuto niente in cambio. Oh, quanti sacrifici ho fatto! Il bastardo... è tutta colpa sua. Se n'è andato con un'altra donna. Immagina! Dopo che mi sono presa cura di lui per tutti questi anni...
Vi sono numerose variazioni, e riflettono tutte il punto di vista di chi offende e di chi è offeso. Tutti noi possiamo riconoscerci in questi discorsi: sono classici, li abbiamo sentiti migliaia di volte. E cosa facciamo? Ascoltiamo. Una volta qualcuno chiese a Jung come mai era capace di aiutare anche il paziente più difficile, il più turbato. Jung rispose: "Ascolto". Iniziate ad ascoltare voi stessi. Chi è che accusate veramente? Avete già udito quel discorso? Forse dalla bocca di vostra madre? Di vostro padre? È davvero nell'altra persona? O forse è in voi stessi? Domande facili, ma è doloroso rispondervi perché riconoscere una proiezione psicologica implica sempre la scoperta di qualcosa in noi stessi che non volevamo realmente vedere. Talvolta lo facciamo anche con cose positive: "Oh, tutti sono molto più simpatici, intelligenti, brillanti di me". "Certo, lui/lei ha tutto". Ah, veramente? Questo atteggiamento è una scappatoia proprio come biasimare tutti, ed è altrettanto distruttivo perché produce ogni sorta di risentimento inconscio. Sì, lo so, pensavate che tutto sarebbe stato facile e divertente. Può esserlo. L'astrologia ha anche i suoi lati umoristici, che appaiono soprattutto quando imparate a riconoscere i segni e le loro abitudini. E fa parte anche dell'Umorismo della vita, perché sviluppa un senso di ironia e una leggera capacità di ridere di voi stessi. Ma se volete trovare veramente il sole, in voi stessi e negli altri, dovete essere preparati anche all'ombra. Ogni cosa in questo nostro strano mondo si presenta in duplice forma. Anche 1'astrologia lo sa: ogni cosa ha il proprio opposto. E, talvolta, il semplice processo di accettare queste dualità in noi stessi fa meraviglie. Sì, va bene essere gentili e amorosi e anche avidi e voraci. Sì, è giusto essere intelligenti e stupidi. Sì, tutti noi abbiamo un po' del maschio e un po' della femmina in noi. Una delle grandi lezioni che insegna l'astrologia è la tolleranza: tolleranza verso gli altri e tolleranza verso noi stessi. Ricordate il Vangelo: "Ama il prossimo tuo come te stesso?". Bene, il buon cristiano e qualsiasi filantropo si sforzano di amare il prossimo. Ogni persona che aspira a essere amorevole cerca di farlo. Ma dimentichiamo che 'come te stesso' è aggiunto quietamente alla fine. Quanti di noi amano realmente se stessi? Vai al quarto capitolo.

sabato 29 dicembre 2007

Un augurio di buon anno di cuore

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L'ho realizzato un anno fa per una presentazione PowerPoint ma è sempre attuale: un augurio di buon anno fatto col cuore, nella forma e nel contenuto... attenzione si può leggere indifferentemente dall'alto al basso o dal basso all'alto!
TANTI AUGURI DI FELICE ANNO NUOVO !
ogni anno...........................che viene il miracolo unico della vita...........si ricrea eterno e ritmico è il cuore divino e antico della Terra che batte profondo insieme al nostro: quando i genitori vedono i loro figli alzarsi in piedi, crescere, imparare e procedere… quando il soldato uccide un fratello, quando si muore di fame, stenti, malattia, disperazione quando gli amanti uniscono le anime, quando le donne mettono in vita nuovi e palpitanti cuoricini il cuore accelera mentre proviamo un’emozione, piacevole o spiacevole, gonfia di fiducia o di paura anche questo anno. la maggiore parte .della gente .passerà più tempo .a fare e disfare .che a riposare in media il ritmo cardiaco vince su quello dell’orologio, ché siamo più spesso in ambasce che in pace forse per ogni espansione/contrazione di un cuore da qualche parte dell’universo brilla una stella nel 2007 tutti i cuori del mondo genereranno un firmamento di 1 miliardo di miliardi di battiti ascolta per un momento quest’incessante magico concerto, qui ed ora, in alto e in basso sul pianeta siamo quasi 7 miliardi di persone con un cuore a palpitare nel petto l’umanità muove le onde di un oceano di miliardi e miliardi di battiti bastano venti amici a scandire 1 miliardo di colpi in 1 anno tu e il partner insieme pulsate 100 milioni di volte il tuo cuore batte 50 milioni di volte l’anno un cuore sa galoppar più dei secondi in 12 mesi 31.536.000 secondi 60 secondi a ogni minuto 60 minuti a ogni ora 24 ore ogni dì 365 giorni eccoli ora e BENVENUTO 2008 !

Liz Greene: Astrologia e Amore (2)

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Dopo il capitolo 1 ecco il capitolo 2 di Astrologia e Amore di Liz Greene (Editrice Astrolabio - Ubaldini).
2 Ciò che un oroscopo può o non può dire
Prima di tutto, per favore, mettete da parte la rubrica degli oroscopi sul giornale. Sì, lo so che pensavate che l'astrologia fosse tutta lì, ma è come supporre che l'intero mondo della musica, da Beethoven fino alla musica delle sfere di Pitagora, possa essere racchiuso in un motivetto pubblicitario di dieci note. Per capire l'astrologia, dobbiamo prima imparare qualcosa sulle sue origini e il suo significato. Il simbolismo astrologico è un tentativo di ritrarre, con immagini piuttosto che concetti, le energie fondamentali che stanno alla base della vita e degli esseri umani. L'astrologia è molto antica, così antica che non se ne conoscono le origini. Sappiamo che gli antichi egizi, i babilonesi, i sumeri, i caldei, gli indiani e i cinesi la usarono. Inoltre, una dotta ricerca ha rivelato che vi sono somiglianze nello 'studio delle stelle' di ogni civiltà antica, anche quando non vi è stato nessun contatto plausibile fra queste diverse culture. E noi sappiamo che questa rappresentazione incredibilmente antica delle forze della vita è oggi ancora viva e affascinante come cinquemila anni fa. Perché un linguaggio figurativo? Domanda interessante, poiché viviamo in un' era scientifica e ci viene insegnato che ci dev'essere una risposta razionale e concettuale a ciascun quesito della vita. Ma in realtà la scienza è male equipaggiata per spiegare molti dei misteri della vita, dato che tali misteri sono di natura non razionale. Possono essere compresi, sentiti, intuiti, immaginati, percepiti attraverso il linguaggio dell'immagine, della metafora, della parabola, del simbolo, del mito, ma cercare di definirli con semplici frasi come in un questionario sul quoziente d'intelligenza è decisamente ridicolo. Dopo tutte le spiegazioni dei processi biologici relativi al concepimento e alla nascita, sappiamo qualcosa in più sull'origine della vita? Possiamo comprendere il mistero della morte? E che dire dell'elettricità che tutti noi usiamo, e che è stata imbrigliata per la nostra comodità e convenienza? Cos'è? Ancora non lo sappiamo. Di fatto non sappiamo veramente cosa sia la 'materia'. Nella fisica quantistica, una delle discipline più sofisticate del ventesimo secolo, si è iniziato a osservare che in ogni esperimento scientifico con particelle subatomiche, lo sperimentatore e l'esperimento si influenzano a vicenda. Ciò vuol dire, cosa veramente sorprendente, che la cosiddetta materia 'oggettiva' non è più oggettiva, dato che è intimamente legata alla psiche dell'osservatore. La materia, alla fin fine, è misteriosa quanto lo spirito. Forse è un'idea ragionevole imparare un po' di umiltà in questa era arrogante, e riconoscere che conosciamo ben poco dell'universo in cui viviamo. La natura è gelosa dei suoi misteri. Proprio quando crediamo di averla spiegata, essa produce qualcosa che sconcerta l'intelletto più sofisticato. Come l'astrologia. L'astrologia è sconcertante perché funziona. Dunque cos'è, in realtà, un oroscopo? Un oroscopo non è un modo per predire il destino o per appurare se quello straniero alto e bruno si farà vivo la settimana prossima. Occorrono prima di tutto definizioni. Un oroscopo natale è una mappa del cielo (del sistema solare, per essere precisi) nell'esatto momento, giorno e anno di nascita. È una mappa pura e semplice che mostra, con un'esattezza che non può essere confutata dagli astronomi, le posizioni degli otto pianeti conosciuti, del sole e della luna all'orizzonte e al meridiano della terra. Lo zodiaco è un cerchio o una fascia che equivale in realtà al cammino apparente del sole intorno alla terra. Sì, sappiamo perfettamente che il sole non gira intorno alla terra, ma sembra che sia così, e il suo cammino è detto l'eclittica. L'astrologia divide questo cerchio dell'eclittica in dodici spicchi uguali. L'anno astrologico comincia intorno al venti di marzo, l'equinozio di primavera che dà inizio al segno zodiacale di Ariete. Il vostro segno natale o segno solare è la parte dello zodiaco in cui il sole sta passando durante i trenta giorni del vostro segno. Qui è dove terminano le rubriche degli oroscopi. Se siete nati il 18 aprile siete dell'Ariete. Se siete nati il 4 settembre siete della Vergine. Ma questo è solo l'inizio. Dimentichiamo la luna e gli otto pianeti. Anch'essi sono importanti e parte dell'oroscopo. Così l'astrologo traccia il punto in cui cade ciascuno di questi corpi celesti rispetto alla fascia zodiacale. Infine, egli deve sapere l'ora di nascita per calcolare quale segno dello zodiaco sorge a oriente al momento della nascita. Ecco un oroscopo! Cosa può dirci? Molto. Per dirla in modo breve e conciso, l'oroscopo è una mappa della psiche dell'individuo. È una sorta di progetto, un seme, un modello delle energie e delle pulsioni che formano ogni persona. Dal momento che è calcolato precisamente sul momento e il luogo di nascita, è unico, a differenza di quelli che si leggono sui giornali. Persino i gemelli monozigotici nascono almeno con quattro minuti di differenza, e in quattro minuti la disposizione dei pianeti è cambiata. Purtroppo, poche persone in Inghilterra conoscono il momento esatto della loro nascita perché non viene registrato. Molto spesso l'astrologo che chiede al cliente l'ora di nascita ottiene una risposta del tipo: "Beh, era circa l'ora del tè", oppure: "Beh, il lattaio aveva appena portato il latte". In questi casi ci si deve accontentare di un tempo approssimativo. Gli scozzesi sono molto più intelligenti e, come i francesi e gli americani, prendono nota del momento esatto di nascita. Forse un giorno lo faranno anche gli ospedali inglesi, quando la gente si renderà conto che l'astrologia può essere uno strumento molto importante per vivere. L'oroscopo traccia il modello potenziale dell'individuo. Qui la parola chiave è 'potenziale'. È potenziale nella stessa misura in cui un seme di mela produrrà potenzialmente un melo. Il seme contiene l'intero ciclo: seme, virgulto, albero, fiore, frutto, seme. Ma se lo teniamo in mano è ancora solo un seme, e a un seme possono accadere molte cose. Se viene coltivato con cura, concimato, annaffiato ed esposto alla luce, si trasformerà in uno splendido albero. Se è trascurato, non manifesterà pienamente il suo potenziale, o magari non lo manifesterà affatto. Qui è dove entra in gioco il libero arbitrio. Noi tutti siamo forniti di certi potenziali: cosa ne facciamo è affare nostro. Abbiamo la facoltà di sbocciare in piena fioritura, oppure di trasformarci in un albero striminzito che non dà alcun frutto. E il giardiniere non è altri che noi stessi. Molte persone hanno paura dell'astrologia perché credono che essa si attribuisca la capacità di predire il destino. E una volta, durante il medioevo e il rinascimento, lo pretendeva davvero, ma da allora si è evoluta, proprio come la medicina. Gli occidentali, a differenza degli indiani, non amano pensare che ci sia un qualche fattore che modella la nostra vita eccetto noi stessi e... l'esattore delle tasse! Le scienze sociali ammettono la leggera pressione dell'ambiente, la psicologia l'attribuisce invece all'infanzia. Ma per lo più vogliamo credere che siamo liberi di fare scelte autonome e prendere decisioni indipendenti. Ogni violazione della nostra libertà personale è accettabile soltanto se viene in forma riconoscibile, come il cattivo tempo o le cause di forza maggiore. Questi li chiamiamo incidenti, e quando accade qualcosa che non possiamo controllare, protestiamo e ci lamentiamo. Particolarmente se è un'altra persona che non possiamo controllare: il bambino che cresce in modo diverso dal nostro progetto originario, il marito che se ne va, la moglie che decide di non essere più dedita e sottomessa, la madre che s'intromette, il direttore che non apprezza il nostro lavoro. Non vediamo queste spiacevoli intrusioni come parte del destino, ma come seccature ovviamente dovute alla stupidità altrui, e facciamo del nostro meglio per sradicarne la causa, da imputarsi naturalmente all'altro. Ma è davvero colpa dell'altro? E quanto siamo liberi? L'astrologia offre un umile suggerimento. Numerosi poeti, filosofi e psicologi hanno offerto il medesimo suggerimento in lingue diverse nel corso dei secoli. Ecco le parole di Rainer Maria Rilke:
Ciò che è dentro ci circonda.
Ricordate questa citazione. È cruciale per la comprensione non solo dell'astrologia, ma anche delle relazioni. Tutto ciò che costituisce l'intimo di una persona (emozioni, pulsioni, desideri, fantasie, sogni, conflitti, amori, odi, attitudini) è come un diapason o come una calamita. Il diapason fa risuonare all'esterno la propria nota, la calamita attrae a sé dall'esterno le sostanze che le sono affini. CarI Jung afferma così lo stesso concetto:
La vita di un uomo è caratteristica di lui stesso.
Così ciò che vi accade (intendo nella vita personale, dato che non stiamo considerando gli eventi che interessano grandi gruppi sociali come razze e nazioni) è in qualche modo un riflesso, un ritratto simbolico, di qualcosa che è in voi stessi. Ora sapete perché i greci incisero sul tempio di Delfi le parole 'Conosci te stesso'. Molti trovano questo compito assai sgradevole, perché significa che dobbiamo assumerci la responsabilità di ciò che ci accade e partecipare in giusta misura alla creazione del nostro mondo. Ed è tanto più semplice, tanto più facile rimproverare qualcun altro per le cose negative e lodare noi stessi per le positive. Soltanto un bambino si aspetta che la vita sia così facile. Una persona saggia accetta ciò che le viene dato, e si aspetta che il resto scaturisca da ciò che essa stessa crea dal dono iniziale. L'oroscopo descrive la natura intima di una persona. La sua vita scorrerà secondo questo processo magico di attrazione reciproca (non abbiate paura della parola, la legge di attrazione è uno dei principi basilari anche della magia, e tutta la vita è magica). Più una persona è inconsapevole della sua natura intima, più è pilotata dal 'destino' del suo sé interiore. Che lo voglia riconoscere o no, continuerà ad attirare nella propria vita cose buone o cattive. Più è consapevole (o potremmo dire conscia), più scelte ha. Forse non riuscirà a cambiare la propria sostanza basilare, proprio come un seme di mela non può decidere di diventare una pianta di lenticchie. Ma si possono fare tantissime variazioni su un melo. Questo è il significato di destino in astrologia. Non un Vecchio sulle nuvole che punisce i peccatori e ricompensa i giusti. Non oscuri dèi nascosti nell'ombra in attesa di fissare, come nell'antica mitologia greca, la lunghezza del filo della vita. Solo noi stessi, il nostro Sé, il nostro essere più profondo e intimo, detta il nostro Destino. Ma quanto del nostro Sé conosciamo veramente, e quanto rimane sconosciuto, nascosto, inconscio? Vai al terzo capitolo.

giovedì 27 dicembre 2007

Dipingiamo la pace

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Mentre tante persone del mondo esultano per la moratoria sulla pena di morte dichiarata dall'ONU il 18 dicembre scorso; mentre si nutrono sempre più speranze per la liberazione della Betancourt in Colombia; oggi l'assassinio di Benazir Buttho ha inferto una profonda ferita all'umanità intera, alla pace nel Pakistan e nelle nazioni limitrofe. Francamente fatico a trovare parole... nel mondo sono sempre coesistiti i seminatori del grano e quelli della gramigna... quando il numero di chi getta grano avrà superato di mille e mille e mille volte quello dei seminatori di gramigna, allora l'erbaccia stessa morrà, soffocata dai semi della cultura della pace.
Ho fede - intensamente - che il cammino del mondo porterà un giorno l'amore a trionfare sull'odio, la luce sulle tenebre, la pace sulla guerra.
Tali Sorek è una bambina israeliana che qualche anno fa, appena dodicenne, ha scritto una poesia divenuta famosa su tutta la Terra. Ci invita semplicemente a fermarci. E a dipingere la pace.
HO DIPINTO LA PACE Avevo una scatola di colori brillanti, decisi, vivi. Avevo una scatola di colori, alcuni caldi, altri molto freddi. Non avevo il rosso per il sangue dei feriti. Non avevo il nero per il pianto degli orfani. Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti. Non avevo il giallo per la sabbia ardente, ma avevo l'arancio per la gioia della vita, e il verde per i germogli e i nidi, e il celeste dei chiari cieli splendenti, e il rosa per i sogni e il riposo. Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Liz Greene: Astrologia e Amore (1)

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Sono appassionato di astrologia. Ma di astrologia vera, non di quella falsa propagandata dagli oroscopi giornalieri. Tra i tanti libri di astrologia che ho letto negli ultimi quindici anni ve ne uno pubblicato dall'Astrolabio davvero imperdibile per chi - anche scettico - voglia accostarsi con spirito critico all'astrologia della personalità e comprenderne i fondamenti. Dal titolo potrebbe essere scambiato per uno dei tanti manuali senza pretese dell'astrologo da cassetta di turno, in realtà questo libro mostra meglio di tanti altri testi, magari più blasonati, come l'astrologia sia in primis un potente metodo di analisi dei meccanismi che regolano le relazioni interpersonali, soffermandosi in particolare sulle relazioni tra uomo e donna e dunque sull'amore.
Sto parlando di Astrologia e Amore, scritto negli anni '80 da Liz Greene, psicoanalista jungiana nonché astrologa. E' stato Jung - convinto assertore della validità del metodo astrologico costituisse come strumento introspettivo o supporto al terapeuta per decodificare le dinamiche della personalità - a contribuire, forse più di chiunque altro nel XX secolo, a sdoganare l'astrologia dal generale pregiudizio di ciarlataneria a cui
la gran parte del mondo accademico s'arrestava. Oggi è significativa la percentuale di psicologi (soprattutto se di formazione jungiana e umanista) che hanno verificato la corrispondenza (sincronicità) tra movimenti degli astri e della psiche, io stesso personalmente ne conosco diversi che stimano assai il libro di cui sto parlando.
Per suggerire dunque a cosa possa assomigliare la vera astrologia
a chi ne è profano, ho deciso di introdurre nel blog i primi 4 capitoletti che compongono la parte prima (introduttiva) del testo di Liz Greene.
Da Astrologia e Amore di Liz Green (Astrolabio-Ubaldini)

1

I segni solari

Perché, si chiede Woody Allen nel film lo e Annie, ci preoccupiamo di cose tanto complicate, problematiche e tortuose come le relazioni? Perché fare lo sforzo di imparare qualcosa su altri esseri umani, prendersi cura, dare e avere, affezionarsi, lottare, amare un'altra persona? Woody Allen risponde alla sua domanda con questa battuta:
"Mio fratello è impazzito: pensa di essere un pollo".
"Perché non lo fai internare?".
"Perché ho bisogno delle uova".
Le relazioni assomigliano un po' a questo, dice Woody.
In questo periodo va di moda, a certi livelli sociali, abbandonare i valori antiquati dei genitori e dei nonni. Da una parte, è ovvio a un gran numero di persone che tali valori non hanno funzionato: i matrimoni del passato non erano migliori di quelli attuali. C'erano meno divorzi, certo, ma due persone vivevano allora l'una accanto all'altra fino alla morte, riempiendo silenziosamente la casa di ostilità e di veleno (motivo di non pochi conflitti psicologici nei figli). Anche se non si crede nella 'psicologia', è chiaramente evidente che il nucleo familiare moderno ha bisogno di un certo rinnovamento per continuare a esistere. Basta dare un'occhiata a qualche statistica sul divorzio.
Ora, insieme al problema economico, ai pericoli della distruzione nucleare, alla crisi energetica, alla sovrappopolazione e al sottosviluppo, al rischio di estinzione della vita animale (e umana) e agli altri incubi di questo genere, alla fine del ventesimo secolo e all'alba di ciò che l'astrologia chiama l'Età dell'Acquario, abbiamo anche il grosso problema delle relazioni umane. Questo problema è attribuibile a varie cause, dipendentemente dal punto di vista. La morale sta crollando e la carenza di quella sana disciplina di una volta, l'insufficiente fede in Dio e nella chiesa cattolica o anglicana, la repressione sessuale, il capitalismo, il comunismo e ogni altro capro espiatorio vi piaccia trovare dispenseranno voi, e me, dall'assumere qualsiasi responsabilità riguardo ai problemi di tutti. In un'epoca di altissima tecnologia, dove per la prima volta milioni di persone possono conquistare un po' di tempo libero, milioni di persone disperano di capire perché ogni cosa è terribilmente priva di senso e perché si sentono tanto sole. Allora si rivolgono a discipline e dottrine così antiche che è impossibile stabilirne le origini. Quelli che ora sono noti come studi esoterici stanno lentamente ma stabilmente invadendo il dominio una volta controllato dalla religione ortodossa.
Il termine 'esoterico' significa semplicemente 'interiore'. 'Esoterico' può riferirsi a una quantità di cose differenti, dalla Meditazione Maharishi e Trascendentale ai Bambini del Tempio di Dio. Gli studi esoterici possono estendersi dal ridicolo al sublime. Possono scandagliare trattati antichi ed eruditi sull'alchimia, la magia, la filosofia ermetica e la cabala; possono esplorare misteri come il triangolo delle Bermude. Il termine 'interiore', d'altro canto, riguarda i fenomeni parapsicologici, i sogni, le visioni, gli stati alterati della coscienza, la telepatia, la chiaroveggenza. Riguarda pure la psicologia del profondo e lo studio dell'anima umana, e può riferirsi anche all'astrologia.
Può dunque l'astrologia - a noi tutti familiare attraverso quella rubrica stupida ma irresistibile sui quotidiani in cui 1'astrologa di turno afferma che mercoledì sarà una giornataccia - portare un qualche contributo al nostro dilemma di vivere su un pianeta sovrappopolato dove dobbiamo essere sempre a contatto, fisico e spirituale, con tutti quegli estranei?
Ultimamente sia il mondo accademico sia la comunità scientifica in genere ha sollevato molto scalpore contro l'astrologia, perché l'astrologia fa un po' paura per la sua popolarità. (Dopo tutto, se c'è qualcosa di misterioso nella vita a cui la scienza ortodossa non può dare risposta, in che mondo viviamo?). Ma per quanto energicamente si dichiari che l'astrologia è davvero un cumulo di sciocchezze medievali e superstiziose, la fede in essa si sta diffondendo ovunque. Una volta tutti leggevano quelle rubriche sui segni astrologici con spirito ironico e canzonatorio, chiedendosi però in cuor loro se mercoledì sarebbe stata veramente una giornataccia e tirando un sospiro di sollievo se non lo era. (Irresistibile questa cosa, perché tocca da vicino il passatempo preferito degli uomini: leggere di se stessi). Eppure nessuno oserebbe ammettere, specialmente una persona razionale come voi, che ci possa essere qualcosa di vero. D'accordo, ci sono stati alcuni signori veramente rispettabili come Isaac Newton e Carl Gustav Jung che se ne sono occupati. Ma per la maggior parte, se state leggendo un libro di astrologia, lo vorreste avvolgere con una copertina marrone per non essere presi per eccentrici. Meglio essere sorpresi a leggere Playboy!
Poi arrivò un ostinato francese chiamato Michel Gauquelin che decise di smascherare una volta per tutte le ridicole asserzioni dell'astrologia. Egli diede inizio a un massiccio progetto statistico accumulando migliaia di oroscopi di persone occupate in varie professioni per dimostrare che non vi era alcuna correlazione fra quei pezzi di roccia orbitanti nello spazio e le nostre ordinarie vite umane. Ma, guarda e riguarda, Monsieur Gauquelin trovò con orrore e stupore che lungi dal provare la decisa irrilevanza dell'astrologia, egli aveva dimostrato che essa funzionava.
Dal tempo delle scoperte di Gauquelin (da lui debitamente pubblicate in numerosi e imponenti volumi), l'astrologia ha iniziato finalmente a guadagnare un po' di rispetto nei quartieri accademici. Ha cominciato anche a infiltrarsi in luoghi insospettati, come le università e gli studi degli psichiatri. È usata dai governi americani e israeliani, e forse da qualche altro stato. È usata nel mondo degli affari per prendere decisioni sugli impieghi, e dai medici per le diagnosi. Infine viene usata per il suo vero scopo: permettere a ogni individuo di imparare qualcosa su se stesso in modo da non scaricare più problemi e difficoltà sulle persone che gli stanno intorno.
Nell'atrio del tempio dell'oracolo di Delfi, gli antichi greci, che non erano affatto sciocchi, avevano inciso due massime. Una era: 'Mai troppo', l'altra: 'Conosci te stesso'.
La prima 'istruzione' è molto più sottile di quanto non sembri. Non significa soltanto frenare un comportamento smodato, ma anche essere equilibrati. E lo squilibrio, l'accentuare esageratamente un particolare unico modo di vedere la vita e le persone, è una tendenza comune a tutti noi. L'astrologia ha molto da dire sullo squilibrio. Imparando qualcosa sul nostro carattere astrologico, possiamo vedere subito come la nostra visione della realtà sia unilaterale.
La seconda istruzione è abbastanza facile da capire, ma è molto più difficile da seguire. Per qualsiasi viaggio, interiore o esteriore, abbiamo bisogno di mappe stradali. E mentre siamo ben forniti di mappe per i viaggi all'esterno, i viaggi all'interno non sono altrettanto documentati. L'astrologia è appunto una mappa interiore.
Se siete convinti che la soluzione del problema delle relazioni stia 'là fuori' nella società, pensateci su. Può darsi che stia proprio in noi stessi, nel nostro modo di trattare lo squilibrio e la mancanza di autoconoscenza. Come potete aspettarvi di andare d'accordo con qualcuno quando non sapete neanche chi siete?
Se pensate che l'astrologia sia un modo un po' astruso per comprendere il proprio comportamento e le proprie motivazioni, proseguite la lettura.

Seguiranno gli altri tre capitoli della parte prima di Astrologia e Amore:
per il 2° capitolo clicca qui.

martedì 25 dicembre 2007

La magia di Banana Yoshimoto

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Il tempo che niente può fermare non scorre solo per piangere sulle cose perdute ma anche per ottenere un'infinità di momenti bellissimi, uno dopo l'altro.
(Banana Yoshimoto, da Farfalla Nera, in Il corpo sa tutto)
Sono reduce dalla lettura di due belle raccolte di racconti brevi di Banana Yoshimoto o, rispettando l'uso nipponico di anteporre il cognome al nome, Yoshimoto Banana: Ricordi di un vicolo cieco e Il corpo sa tutto, entrambi editi in Italia da Feltrinelli. Pensiamo spesso ai giapponesi come a fanatici dell'ordine e della precisione, maniacali più che creativi, massificati e poco propensi ad emergere come individui. Al di là di questi luoghi comuni scordiamo che le industrie di tutto il mondo si sono conformate al "modello Toyota" del just in time e dell'autonomazione esploso negli anni '70. Proprio il gruppo Toyota, dopo aver superato nel corso del 2006 la General Motors, è diventato il più grande produttore di autoveicoli del mondo. Per non parlare dell'elettronica di consumo dominata da marchi come Sony, Nintendo, Sharp, Sanyo, Pioneer, NEC, Hitachy, Fujitsu ecc. Dunque un popolo industrioso e gran lavoratore, ma non per questo composto solo da uomini e donne robot. Un popolo dedito anche all'introspezione e alla ricerca interiore e spirituale: con molto da insegnare al riguardo come dimostra la diffusione nell'occidente della filosofia Zen che ha attecchito finanche nella psicoanalisi. Banana Yoshimoto è una sorta di rivincita sulla visione piatta che l'occidente tende ad avere del Sol Levante, mostrandoci che proprio l'attenzione ai dettagli e ai significati delle azioni esteriori e alle cose materiali è l'altra faccia di una pari attenzione rivolta all'interiorità e alla profondità dell'animo umano. Le due prospettive non sono in antitesi. Insomma, forse la qualità totale dell'industria giapponese non è poi così distante dalla ricerca del senso della vita che la filosofia Zen colloca nell'essere pienamente consapevoli di ogni nostra azione quotidiana. Con i suoi racconti ambientati in famiglia o al lavoro, che sembrano in procinto di cadere nella banalità e che invece ci trasportano verso l'assoluto, la Yoshimoto ci ricorda, con la forza dell'evidenza, l'importanza di restare centrati nelle semplici cose della vita, del saper cogliere l'attimo felice annidato nei tran tran quotidiani, che la monotonia è un attributo della materia non dell'anima.
(...) La felicità arriva all'improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata. In qualsiasi condizione e con chiunque ti trovi. Non puoi prevederla in nessun modo. E' impossibile crearsi la felicità da soli, secondo i propri desideri. Può arrivare un attimo dopo, oppure non arrivare, per quanto uno possa aspettare. E' imprevedibile come lo sono le onde e il tempo. I miracoli sono sempre in attesa, senza fare distinzione per nessuno. "(...) Nel mondo ognuno ha un suo abisso personale. Ci sono tante sofferenze al cui confronto la tua e la mia non sono niente, e se solo potessimo sperimentarle, ne saremmo sopraffatti e moriremmo sul colpo. Perché, comunque, viviamo in una condizione protetta e abbastanza felice. Ma in questo non c'è niente di cui vergognarsi."
(Banana Yoshimoto, dal racconto da cui è tratto il titolo di Ricordi di un vicolo cieco)
Nel vivere ci sono davvero tanti significati, e una quantità incredibile di scene, più numerose delle stelle, tante da non poterle ricordare a una a una, inonda il mio spirito, però mai più cercherò di attribuire alla vita dei significati, mai più cadrò in un errore così brutto e meschino.
(Banana Yoshimoto, da La cucina di papà, in Il corpo sa tutto)
Storie per lo più di giovani donne, scritte con profonda sensibilità femminile: studentesse, cameriere, impiegate, commercianti. persone semplici che s'innamorano, affrontano lutti, drammi familiari, incidenti, malattie, uscendone sempre in un modo o nell'altro vincenti, perché diventate consapevoli, perché nella loro esistenze normali, si cela sempre qualcosa di straordinario, proprio come in quelle di tutti noi. Scrive l'autrice nel Post Scriptum con cui chiosa Ricordi di un vicolo cieco:
Come Burroughs, che a proposito del suo romanzo "Checca" si chiese: "Perché dovevo fare una cronaca così precisa di quei ricordi estremamente dolorosi, spiacevoli, laceranti?" mentre scrivevo questa raccolta di racconti non potevo fare a meno di pensare: "Perché sto scrivendo di cose tristi, quelle che mi costano più fatica?". Sono tutte storie d'amore tristi e dolorose. Provando ad analizzarmi dall'esterno, si direbbe quasi che abbia tentato, quando il parto stava per avvicinarsi, di liquidare in fretta tutti i ricordi dolorosi del passato. Per questo, anche se niente di quanto ho scritto mi è accaduto in prima persona, stranamente è il libro più autobiografico tra quelli che ho pubblicato finora. Nel rileggerlo riaffiorano in me vividi i momenti più difficili della mia vita. Proprio per questa ragione è diventato per me un libro importante. (...) Forse anche i lettori di questo libro avranno pensato "Perché spendere dei soldi per leggere racconti così tristi?" ma poiché penso che questo struggimento (ammesso che, essendo in sintonia con me, lo abbiate provato) sia qualcosa di necessario, vi prego di perdonarmi. Stupidamente nel rileggere le bozze non potevo fare a meno di piangere, ma ho la sensazione che quelle lacrime abbiano fatto un po' sparire il dolore che avevo dentro. Mi auguro che possa accadere lo stesso anche a voi. Forse vi sembrerò ancora più sciocca, ma il racconto Ricordi di un vicolo cieco, che dà il titolo a questa raccolta, è, fra quanto ho scritto finora, quello che amo di più. Solo per aver potuto scrivere questo racconto, ringrazio di essere diventata scrittrice.
Proprio nelle parole che ho evidenziato sento racchiusa la magia della scrittura della Yoshimoto: anche quando racconta vicende tristi e dolorose ci lascia alla fine della lettura con un senso di pieno - come se anche noi avessimo superato un trauma o conseguito una rivincita insieme alla protagonista - e la promessa di una felicità che, pur non ancora colta, sembra proprio lì, a portata di mano.
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