Un blog per appassionati d’Amore onestà spiritualità arte poesia politica democrazia sostenibilità tecnologia green-energy cold-fusion LENR medicina alternativa cambi di paradigma rivoluzioni scientifiche criptoarcheologia e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Uno specchio capovolto della realtà: qui siamo una società gilanica, fuori c’è il patriarcato; qui siamo pro E-Cat, fuori c’è il petrolio... per fare previsioni sull’esterno invertite SEMPRE i risultati dei nostri sondaggi interni!

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venerdì 26 ottobre 2007

A proposito di blog

Il blog è oggigiorno l'emblema del cosiddetto web 2.0, lo spazio virtuale in cui la distinzione tra editore-propositore di contenuti e lettore-fruitore sfuma, poiché i contenuti sono creati, condivisi e messi in circolo dagli stessi navigatori.
I motivi per cui si scrive un blog possono essere i più disparati. Mi piace molto l'idea che un blog permanga (salvo l'autore lo cancelli), metta in comunicazione le persone al di là del tempo e dello spazio (per lo meno all'interno di un'area linguistica), abbia - ciascuno nel suo piccolo - un'utilità sociale, faccia informazione e cultura. Voglio però limitare il discorso ai blog pubblici. Un blog privato - a cui si può accedere solo su invito dell'autore - è praticamente un diario. I blog pubblici non sono diari. Certo, nulla vieta che qualcuno ci scriva dentro i fatti propri, intimi e personali, e li abbandoni alla mercé di tutti, però è una cosa che comprendo poco: chi lo fa mi pare un esibizionista verbale e i suoi lettori semplicemente dei voyeur. Blog siffatti sono una sorta di onanistico Grande Fratello (povero Orwell, che finaccia ha fatto il suo 1984!): non lo vedo in TV e non ne cerco surrogati su internet. Su un blog pubblico non si scrive quello che capita, serve in primis a
  • pensare a voce alta solo a ciò che - a torto o a ragione - si suppone possa interessare qualcun altro;
  • fare da ripetitore a contenuti, scritti da altre persone, che siamo contenti di contribuire a diffondere;
  • creare propri contenuti né più né meno di quando si scrive un libro o un articolo.
Il trate d'union è rivolgersi idealmente al nostro prossimo per proporgli qualcosa che sentiamo interessante, qualcosa che ci stimola al punto di dedicare un po' del nostro tempo per condividerlo. Non dubito che una persona con inclinazioni e interessi diametralmente opposti ai miei potrà trovare tutt'altro che stimolanti le questioni che appassionano me, è nel gioco delle cose. Ma spero che qualche visitatore di Ventidue passi d'amore e dintorni vi trovi proprio quello che stava cercando su Google o, meglio ancora, qualche bella sorpresa, così come capita a me con altri siti o blog. Per dirla in poche parole: qualunque blog è la meta della mappa del tesoro di qualcuno! Però un po' più d'interattività qui dentro ci vorrebbe proprio: commenti e post altrui da quest'estate languono! Perciò se qualcuno trova su queste pagine, non dico un tesoro ma almeno qualche monetina, lasci qualche parola di mancia per gli altri navigatori, grazie. :-)

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