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domenica 30 settembre 2007

Pro (e contro) la new age

Ho difeso in mille discussioni il "movimento" new age, sia dagli scettici "devoti" alla scienza, sia dagli apologeti delle tradizioni esoteriche pure. I primi rifiutano la new age come un coacervo d'irrazionalità. I secondi le rimproverano la banalizzazione di concetti complessi o persino l'avere reso accessibili, potenzialmente a tutti, dottrine riservate a pochi iniziati... un vero oltraggio per i "grandi sacerdoti" delle scuole misteriche! Di fronte ai primi, la posizione in cui mi colloco si può sintetizzare con quanto dice Saint-Exupery per bocca del suo Petit Prince "l'essenziale è invisibile agli occhi": spesso anche agli occhi della scienza, sempre più sofisticati, ma tuttora in difficoltà a esaminare lo Spirito con la stessa disinvoltura con cui sezionano la materia. Do però ragione a chi attacca quella parte di new age che piuttosto che cercare le Vie dell'apertura del cuore tende a scimmiottare la scienza mutuandone l'apoditticità e imitandone con esiti spesso ridicoli il linguaggio: una new age commerciale diventata business e mestiere per tanti sedicenti operatori spirituali. Ai secondi dico che la banalizzazione in cui spesso la new age cade è un rischio implicito nella divulgazione e che la "democratizzazione" delle conoscenze segrete è diventata - e lo sarà sempre di più - necessaria e urgente per restituire a tante persone un senso della vita, nuovi valori (dati dalla riscoperta della sapienza antica) e certezze costruite con spirito critico. Altra cosa per me importante (per discernere la new age "buona" da quella "cattiva") è che lo scopo della Conoscenza non può essere il potere (su chi non ha Conoscenza) bensì la felicità, quella nostra e quella collettiva... e qua il discorso sarebbe molto ma molto lungo! Insomma la new age è un grande calderone in cui galleggiano ottimi alimenti quanto junky-food (il cibo-spazzatura da fast food), però tirando le somme credo che a questo martoriatissimo mondo abbia fatto più bene che male. In questo senso difendo la new age. Quello che però mi trova concorde con entrambe le posizioni critiche è l'insofferenza per un certo "atteggiamento new age" proprio di chi, sentendosi appartenere a questo o quel filone della nuova era, spesso predica bene e razzola male, dimostrando d'essere molto più umano (inteso qui come contraltare del divino) e meno "illuminato" di quanto si dipinga. Insomma mi è capitato davvero tante volte di ascoltare o leggere la testimonianza del "mi-rigiro-la-frittata-come-mi-pare" di turno che ritiene di essersi illuminato e di avere ormai acquisito una sorta di "radar" che lo mette al sicuro da prendere fischi per fiaschi! Naturalmente luccicano anche dei veri fuochi, persino delle stelle, ma molto più numerosi sono gli specchietti per allodole, sedicenti nuovi Maestri, seducenti pseudo-guru ecc. Che l'uomo sia fatto ad immagine e somiglianza di Dio e che dunque sia Dio in potenza, è un assunto che condivido, che ciò stia succedendo realmente a milioni di persone a forza di "salti quantici" che si succedono con la frequenza dei reality in TV è un altro discorso... chi vivrà vedrà.

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